Missioni spaziali

Voyager 1 e 2: le sonde più lontane di sempre e dove si trovano oggi

Voyager 1 è a oltre 24 miliardi di km dalla Terra e ancora ci manda segnali radio. La storia delle sonde più lontane mai costruite, il disco d'oro e la frontiera dello spazio interstellare.

RE Redazione Astrolabio 21 Giugno 2026 7 min di lettura
Voyager 1 e 2: le sonde più lontane di sempre e dove si trovano oggi
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Il 5 settembre 1977 la NASA lanciò una sonda che non avrebbe mai dovuto tornare. Quasi cinquant'anni dopo, Voyager 1 è ancora là fuori — a oltre 24 miliardi di chilometri dalla Terra — e ancora ci manda segnali radio. È l'oggetto costruito dall'uomo più lontano che esista. Questa è la storia di un viaggio impossibile che continua ancora oggi.

Due sonde, una finestra cosmica unica

Le sonde Voyager 1 e Voyager 2 furono lanciate nell'estate del 1977 per sfruttare un allineamento planetario che si ripete solo ogni 176 anni: una traiettoria a fionda che permetteva di visitare Giove, Saturno, Urano e Nettuno in un unico viaggio, usando la gravità di ogni pianeta per accelerare verso il successivo. Senza quella configurazione, non sarebbe stato possibile.

Voyager 2 partì per prima, il 20 agosto 1977; Voyager 1 seguì il 5 settembre ma percorse una traiettoria più diretta e più rapida. Entrambe portano a bordo un disco d'oro con suoni, musica e immagini della Terra — un messaggio per chiunque le trovasse nello spazio interstellare.

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I numeri di Voyager 1 oggi (giugno 2026): distanza dal Sole: oltre 24,3 miliardi di km (162 UA). Velocità: circa 17 km/s (61.200 km/h). Tempo di viaggio del segnale radio: circa 22,5 ore in una sola direzione. Energia a bordo: circa 250 watt nel 1977, meno di 4 watt ancora disponibili oggi — meno di una lampadina a LED.

Le scoperte che hanno cambiato la nostra visione del sistema solare

Prima di diventare esploratori interstellari, le due sonde hanno rivoluzionato la nostra conoscenza del sistema solare esterno.

Voyager 1 fotografò Giove nel 1979, rivelando i vulcani attivi di Io — la prima attività vulcanica mai osservata su un altro corpo celeste — e la complessità degli anelli di Saturno. Nel 1980 sorvolò Saturno e poi proseguì verso nord, uscendo dal piano dell'eclittica.

Voyager 2 rimane l'unica sonda ad aver visitato tutti e quattro i giganti del sistema solare: Giove (1979), Saturno (1981), Urano (1986) e Nettuno (1989). Sui voli vicino a Urano e Nettuno puoi leggere nel nostro articolo sui giganti di ghiaccio.

Il confine dell'eliosfera: dove finisce il Sole

Il Sole non emette solo luce: soffia anche un flusso continuo di particelle cariche chiamato vento solare, che riempie una bolla enorme attorno a tutto il sistema solare — l'eliosfera. Dove il vento solare si scontra con il mezzo interstellare e rallenta fino a fermarsi si trova l'eliopausa: il confine fisico del sistema solare.

Nel agosto 2012, gli strumenti di Voyager 1 registrarono un cambiamento improvviso nel tipo di particelle che la investivano: le particelle solari scomparvero, rimpiazzate da raggi cosmici interstellari. La NASA confermò che Voyager 1 aveva attraversato l'eliopausa ed era entrata nello spazio interstellare — un evento storico senza precedenti. Voyager 2 seguì nel novembre 2018.

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Spazio interstellare ≠ altro sistema stellare: Voyager 1 ha superato l'eliopausa ma è ancora nel sistema solare in senso gravitazionale — è ancora dominata dalla gravità del Sole. La Nube di Oort, il confine gravitazionale del sistema solare, si estende fino a circa 100.000 UA. A 17 km/s, Voyager 1 ci impiegherebbe circa 300 anni per raggiungerla e altri 30.000 anni per attraversarla.

Il disco d'oro: un messaggio nell'oscurità

Entrambe le sonde portano un disco di rame placcato oro, ideato dal astronomo Carl Sagan. Contiene 115 immagini della Terra, suoni naturali (pioggia, vento, balene, bambini), saluti in 55 lingue e 90 minuti di musica da tutto il mondo — dal gamelan indonesiano a Bach a Chuck Berry.

Sul disco c'è anche una mappa della posizione del Sole rispetto a 14 pulsar galattiche, usabili come "coordinate cosmiche" da una civiltà aliena avanzata. La probabilità che qualcuno la trovi è infinitesimale, ma il disco esiste come dichiarazione di intenti: siamo qui, esistiamo, volevamo che qualcuno lo sapesse.

🛸 Voyager 1
  • Lancio: 5 settembre 1977
  • Pianeti visitati: Giove, Saturno
  • Entrata spazio interstellare: agosto 2012
  • Distanza attuale: ~162 UA (24,3 mld km)
  • Direzione: costellazione dell'Ofiuco
  • Sonde più lontana mai costruita dall'uomo
🛸 Voyager 2
  • Lancio: 20 agosto 1977
  • Pianeti visitati: Giove, Saturno, Urano, Nettuno
  • Entrata spazio interstellare: novembre 2018
  • Distanza attuale: ~135 UA (20,2 mld km)
  • Direzione: costellazione del Telescopio
  • Unica sonda a visitare tutti e 4 i giganti

Fino a quando trasmetterà?

Le sonde Voyager sono alimentate da generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), che convertono il calore del decadimento del plutonio-238 in elettricità. Non hanno pannelli solari — sarebbero inutili a quelle distanze dal Sole. L'elettricità disponibile si riduce di circa 4 watt all'anno.

La NASA ha già spento molti strumenti nel corso degli anni per conservare energia. Si stima che Voyager 1 potrà mantenere almeno un contatto radio operativo fino a circa il 2025–2030, dopo di che i segnali diventeranno troppo deboli per essere rilevati anche dall'antenna più grande della Deep Space Network. Poi continuerà a viaggiare nel silenzio, per sempre, portando il disco d'oro con sé.

📖 Parole chiave — glossario
Eliosfera: la bolla di vento solare che circonda il sistema solare. Si estende fino a circa 100 UA dal Sole, dove la pressione del vento solare è bilanciata dalla pressione del mezzo interstellare.
Eliopausa: il confine dell'eliosfera, dove il vento solare smette di dominare e inizia lo spazio interstellare vero e proprio. Voyager 1 la attraversò nel 2012.
RTG (Generatore termoelettrico a radioisotopi): dispositivo che converte il calore del decadimento radioattivo del plutonio-238 in elettricità. Non dipende dalla luce solare e dura decenni, ideale per missioni nel sistema solare esterno.
Deep Space Network (DSN): la rete globale di grandi radiotelescopi della NASA usata per comunicare con le sonde nello spazio profondo. Le tre stazioni principali sono in California, Spagna e Australia — così almeno una è sempre puntata verso lo spazio.
Fionda gravitazionale (gravity assist): manovra orbitale che usa la gravità di un pianeta per accelerare una sonda senza consumare carburante. Le Voyager ne fecero un uso magistrale, guadagnando la velocità necessaria per raggiungere il sistema solare esterno in tempi ragionevoli.
🧠 Metti alla prova la tua conoscenza!
Quanto tempo impiega un segnale radio inviato da Voyager 1 ad arrivare sulla Terra?

Domande frequenti

Voyager 1 ha lasciato il sistema solare?

Dipende da come si definisce "sistema solare". Voyager 1 ha superato l'eliopausa nel 2012 ed è nello spazio interstellare fisico — la regione dove il vento solare non arriva più. Ma è ancora gravitazionalmente legata al Sole e si trova ancora all'interno della Nube di Oort, il confine gravitazionale del sistema solare. Ci vorranno migliaia di anni per uscire anche da quella.

Voyager 1 raggiungerà mai un'altra stella?

Non la stella più vicina. Voyager 1 si dirige verso la costellazione dell'Ofiuco, non verso Proxima Centauri (la stella più vicina, a 4,2 anni luce). Fra circa 40.000 anni passerà a circa 1,6 anni luce dalla stella AC+79 3888 nella costellazione della Giraffa — abbastanza vicino da dirsi un "passaggio ravvicinato" su scala cosmica, ma non un'orbita.

Come fa la NASA a sapere dove sono le sonde?

Tramite il Doppler dell'onda radio: la frequenza del segnale si sposta leggermente in base alla velocità della sonda (effetto Doppler). Misurando questo spostamento con enorme precisione, la NASA può calcolare la velocità e la posizione delle sonde con accuratezza straordinaria. È la stessa tecnica usata dagli autovelox, ma applicata a oggetti a miliardi di chilometri di distanza.

Sintesi finale

Le sonde Voyager sono la cosa più lontana che l'umanità abbia mai toccato. Lanciate con tecnologia degli anni '70, hanno ridisegnato la nostra mappa del sistema solare, attraversato il confine fisico dell'eliosfera ed entrato per prime nello spazio interstellare. Portano un disco d'oro con l'impronta della nostra civiltà. Continuano a viaggiare e a trasmettere, consumando meno watt di una lampadina a LED. Quando si spegneranno, proseguiranno nel silenzio per miliardi di anni — testimoni silenziosi di un momento in cui una piccola specie curiosa decise di lanciare qualcosa oltre i confini del suo mondo.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo si basa sui dati ufficiali della missione Voyager del Jet Propulsion Laboratory NASA (voyager.jpl.nasa.gov), sui rapporti scientifici pubblicati su Science (agosto 2012 e novembre 2018) sulla attraversata dell'eliopausa, e sulle comunicazioni ufficiali della NASA Deep Space Network. Per i dati in tempo reale sulla posizione delle sonde: NASA Eyes on the Solar System (eyes.nasa.gov). Il disco d'oro: Murmurs of Earth, Carl Sagan et al. (Random House, 1978).

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Redazione Astrolabio

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