Missioni spaziali

Storia dei telescopi: dal tubo di Galileo al James Webb Space Telescope

In 400 anni siamo passati da un tubo con due lenti da 3 cm a uno specchio dorato da 6,5 m nello spazio. La storia del telescopio è la storia della nostra capacità di vedere sempre più lontano nel cosmo — e nel tempo.

RE Redazione Astrolabio 5 Luglio 2026 6 min di lettura
Storia dei telescopi: dal tubo di Galileo al James Webb Space Telescope
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Nel 1609, Galileo Galilei puntò un tubo con lenti ottiche verso il cielo e vide cose che nessun essere umano aveva mai visto: montagne sulla Luna, quattro lune attorno a Giove, miriadi di stelle nella Via Lattea. Oggi, 400 anni dopo, il James Webb Space Telescope guarda galassie nate 290 milioni di anni dopo il Big Bang con una precisione che Galileo non avrebbe potuto sognare. La storia del telescopio è la storia della nostra capacità di vedere l'invisibile.

Galileo e il telescopio rifrattore

Galileo non inventò il telescopio — lo strumento era già conosciuto in Olanda come curiosità ottica. Fu il primo a puntarlo sistematicamente verso il cielo e a registrare le osservazioni scientificamente. Il suo telescopio era primitivo: un tubo di circa 1 metro con due lenti, che ingrandiva circa 20-30 volte con qualità ottica molto bassa. Eppure fu sufficiente per osservare i crateri lunari, le fasi di Venere (prova che orbita attorno al Sole), le quattro lune principali di Giove (prova che non tutto orbita attorno alla Terra), e macchie solari.

I telescopi rifrattori usano lenti per raccogliere e focalizzare la luce. Il problema è che le lenti disperdono i colori diversamente (aberrazione cromatica), e costruire lenti molto grandi è estremamente difficile. Il telescopio rifrattore più grande mai costruito — il Grande Rifrattore di Yerkes (1897, Wisconsin) — aveva una lente da 102 cm. Era il limite della tecnologia delle lenti.

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Newton e il telescopio riflettore
Nel 1668, Isaac Newton costruì il primo telescopio a specchio: invece di lenti, usava uno specchio concavo per raccogliere la luce. Il vantaggio fondamentale: gli specchi non disperdono i colori, e si possono costruire molto più grandi delle lenti. Un disco di vetro rivestito di metallo è molto più facile da realizzare in grandi dimensioni rispetto a un blocco di vetro trasparente. Quasi tutti i grandi telescopi moderni sono riflettori.

La rivoluzione dei grandi telescopi a terra

Nel XX secolo, i telescopi a specchio raggiunsero dimensioni sempre maggiori. Il Telescopio Hooker di Mount Wilson (1917, 2,5 m) permise a Hubble di misurare le distanze delle galassie. Il Palomar (1948, 5 m) dominò l'astronomia per decenni. Poi arrivò la generazione dei telescopi da 8-10 m: il Keck alle Hawaii (1993, 10 m), il VLT dell'ESO in Cile (1998-2000, quattro telescopi da 8,2 m), il Subaru in Giappone (1999, 8,2 m).

La prossima generazione è già in costruzione: l'Extremely Large Telescope (ELT) dell'ESO in Cile avrà uno specchio segmentato da 39 m di diametro — il più grande mai costruito. Vedrà esopianeti direttamente e ne analizzerà le atmosfere in modo molto più dettagliato di qualsiasi strumento attuale.

🔭 Telescopio di Galileo (1609)

  • Tipo: rifrattore
  • Apertura: ~3 cm
  • Ingrandimento: 20-30x
  • Peso: pochi kg
  • Costo: pochi ducati

🌌 James Webb (2021)

  • Tipo: riflettore infrarosso
  • Apertura: 6,5 m (specchio segmentato)
  • Sensibile all'infrarosso medio
  • Peso: 6.200 kg
  • Costo: ~10 miliardi di dollari

Dallo spazio: Hubble, Spitzer e James Webb

Il limite dei telescopi a terra è l'atmosfera: turbolenza, assorbimento di certi tipi di luce, inquinamento luminoso. La soluzione: mettere il telescopio in orbita. L'Hubble Space Telescope (1990) ha rivoluzionato l'astronomia: le sue immagini nitide — libere dalla turbolenza atmosferica — hanno misurato la costante di Hubble, scoperto l'energia oscura, e prodotto immagini del profondo campo che mostrano migliaia di galassie in un'area di cielo grande quanto una moneta tenuta a braccio teso.

Il James Webb Space Telescope (2021) è il successore di Hubble: studia nell'infrarosso medio e vede attraverso le nuvole di polvere cosmica, guardando le prime galassie formate dopo il Big Bang e analizzando le atmosfere degli esopianeti. È posizionato nel punto L2 di Lagrange, a 1,5 milioni di km dalla Terra — troppo lontano per essere riparato dagli astronauti come fu fatto per Hubble nel 1993.

TelescopioAnnoTipoScoperta principale
Galileo (il suo)1609Rifrattore 3 cmLune di Giove, fasi di Venere
Herschel 40 piedi1789Riflettore 1,2 mMoons di Urano e Saturno
Palomar1948Riflettore 5 mQuasar, galassie remote
Hubble1990Riflettore 2,4 m (spazio)Energia oscura, galassie primordiali
VLT (ESO)19984×8,2 m, terraPrima foto diretta esopianeta
James Webb2021Riflettore 6,5 m infrarossoGalassie a z>14, atmosfere esopianeti

📖 Glossario

Telescopio rifrattoreTelescopio che usa lenti per raccogliere e focalizzare la luce. Inventato in Olanda (~1608), usato da Galileo. Limitato dalle dimensioni delle lenti e dall'aberrazione cromatica. Telescopio riflettoreTelescopio che usa specchi concavi al posto delle lenti. Inventato da Newton (1668). Praticamente tutti i grandi telescopi moderni sono riflettori. Punto L2 di LagrangeUno dei cinque punti in cui un piccolo oggetto può mantenere una posizione stabile relativa rispetto alla Terra e al Sole. Webb è posizionato qui, a 1,5 milioni di km dalla Terra, sempre in ombra. Aberrazione cromaticaIl difetto delle lenti per cui colori diversi vengono focalizzati a distanze diverse, producendo aloni colorati attorno alle stelle. Gli specchi non hanno questo problema.

🧠 Dalla lente allo specchio!

Chi costruì il primo telescopio a specchio (riflettore)?

A) Galileo Galilei
B) Isaac Newton
C) Johannes Kepler
D) William Herschel

Perché i telescopi spaziali come Hubble vedono meglio di quelli a terra?

A) Perché sono più vicini alle stelle
B) Perché sono sopra l'atmosfera che causa turbolenza e assorbe certe lunghezze d'onda
C) Perché usano specchi più grandi
D) Perché nello spazio non c'è gravità che deforma gli specchi

Domande frequenti

Posso comprare un telescopio per iniziare?

Assolutamente. Per un principiante, un buon punto di partenza è un riflettore Newton da 114 mm o 130 mm (apertura) con montatura equatoriale o altazimutale. Costano tra 150 e 300 euro e permettono di vedere crateri lunari dettagliati, anelli di Saturno, bande di Giove, ammassi stellari e nebulose brillanti. Evita i "telescopi giocattolo" con ingrandimenti esagerati (500x, 600x) pubblicizzati sulle confezioni — sono quasi sempre inutilizzabili.

Hubble è ancora in funzione?

Sì — sorprendentemente. Lanciato nel 1990 e riparato dagli astronauti nel 1993, 1997, 1999, 2002 e 2009, Hubble è ancora operativo al 2025, anche se con alcune limitazioni tecniche crescenti. Osserva principalmente nell'ultravioletto e nel visibile, complementando James Webb che lavora nell'infrarosso. La NASA stima che potrebbe rimanere operativo fino al 2030-2040.

Cosa vedremo con l'ELT (Extremely Large Telescope)?

L'ELT (specchio da 39 m, primo luce ~2028) permetterà di fotografare direttamente esopianeti delle dimensioni della Terra attorno a stelle vicine, analizzarne le atmosfere in cerca di ossigeno, metano e acqua, osservare stelle singole nelle galassie vicine, e misurare la costante di Hubble con una precisione sufficiente a risolvere la tensione tra diverse misurazioni. Sarà il telescopio più potente della storia umana.

Sintesi finale

Dal tubo di Galileo da 3 cm al James Webb con il suo specchio dorato da 6,5 m: 400 anni di occhi sempre più potenti puntati verso il cosmo. Ogni nuova generazione di telescopi ha rivoluzionato la nostra comprensione dell'universo — e quella successiva è già in costruzione. Il prossimo grande telescopio che vedremo costruire e operare cambierà di nuovo tutto. La storia del telescopio è, in fondo, la storia del desiderio umano di vedere più lontano di quanto la natura ci consenta.

Fonti

Drake, S. (trad.), Galileo Galilei: Sidereus Nuncius, University of Chicago Press, 1989; King, H.C., The History of the Telescope, Dover, 1955; ESA/NASA, Hubble Space Telescope (hubblesite.org); NASA, James Webb Space Telescope (jwst.nasa.gov); ESO, Extremely Large Telescope (eso.org/elt).

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Redazione Astrolabio

La redazione di Astrolabio è composta da astronomi, educatori e appassionati di spazio che verificano ogni fatto con fonti scientifiche affidabili.

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