Il 5 settembre 1977 la NASA lanciò una sonda che non avrebbe mai dovuto tornare. Quasi cinquant'anni dopo, Voyager 1 è ancora là fuori — a oltre 24 miliardi di chilometri dalla Terra — e ancora ci manda segnali radio. È l'oggetto costruito dall'uomo più lontano che esista. Questa è la storia di un viaggio impossibile che continua ancora oggi.
Due sonde, una finestra cosmica unica
Le sonde Voyager 1 e Voyager 2 furono lanciate nell'estate del 1977 per sfruttare un allineamento planetario che si ripete solo ogni 176 anni: una traiettoria a fionda che permetteva di visitare Giove, Saturno, Urano e Nettuno in un unico viaggio, usando la gravità di ogni pianeta per accelerare verso il successivo. Senza quella configurazione, non sarebbe stato possibile.
Voyager 2 partì per prima, il 20 agosto 1977; Voyager 1 seguì il 5 settembre ma percorse una traiettoria più diretta e più rapida. Entrambe portano a bordo un disco d'oro con suoni, musica e immagini della Terra — un messaggio per chiunque le trovasse nello spazio interstellare.
Le scoperte che hanno cambiato la nostra visione del sistema solare
Prima di diventare esploratori interstellari, le due sonde hanno rivoluzionato la nostra conoscenza del sistema solare esterno.
Voyager 1 fotografò Giove nel 1979, rivelando i vulcani attivi di Io — la prima attività vulcanica mai osservata su un altro corpo celeste — e la complessità degli anelli di Saturno. Nel 1980 sorvolò Saturno e poi proseguì verso nord, uscendo dal piano dell'eclittica.
Voyager 2 rimane l'unica sonda ad aver visitato tutti e quattro i giganti del sistema solare: Giove (1979), Saturno (1981), Urano (1986) e Nettuno (1989). Sui voli vicino a Urano e Nettuno puoi leggere nel nostro articolo sui giganti di ghiaccio.
Il confine dell'eliosfera: dove finisce il Sole
Il Sole non emette solo luce: soffia anche un flusso continuo di particelle cariche chiamato vento solare, che riempie una bolla enorme attorno a tutto il sistema solare — l'eliosfera. Dove il vento solare si scontra con il mezzo interstellare e rallenta fino a fermarsi si trova l'eliopausa: il confine fisico del sistema solare.
Nel agosto 2012, gli strumenti di Voyager 1 registrarono un cambiamento improvviso nel tipo di particelle che la investivano: le particelle solari scomparvero, rimpiazzate da raggi cosmici interstellari. La NASA confermò che Voyager 1 aveva attraversato l'eliopausa ed era entrata nello spazio interstellare — un evento storico senza precedenti. Voyager 2 seguì nel novembre 2018.
Il disco d'oro: un messaggio nell'oscurità
Entrambe le sonde portano un disco di rame placcato oro, ideato dal astronomo Carl Sagan. Contiene 115 immagini della Terra, suoni naturali (pioggia, vento, balene, bambini), saluti in 55 lingue e 90 minuti di musica da tutto il mondo — dal gamelan indonesiano a Bach a Chuck Berry.
Sul disco c'è anche una mappa della posizione del Sole rispetto a 14 pulsar galattiche, usabili come "coordinate cosmiche" da una civiltà aliena avanzata. La probabilità che qualcuno la trovi è infinitesimale, ma il disco esiste come dichiarazione di intenti: siamo qui, esistiamo, volevamo che qualcuno lo sapesse.
- Lancio: 5 settembre 1977
- Pianeti visitati: Giove, Saturno
- Entrata spazio interstellare: agosto 2012
- Distanza attuale: ~162 UA (24,3 mld km)
- Direzione: costellazione dell'Ofiuco
- Sonde più lontana mai costruita dall'uomo
- Lancio: 20 agosto 1977
- Pianeti visitati: Giove, Saturno, Urano, Nettuno
- Entrata spazio interstellare: novembre 2018
- Distanza attuale: ~135 UA (20,2 mld km)
- Direzione: costellazione del Telescopio
- Unica sonda a visitare tutti e 4 i giganti
Fino a quando trasmetterà?
Le sonde Voyager sono alimentate da generatori termoelettrici a radioisotopi (RTG), che convertono il calore del decadimento del plutonio-238 in elettricità. Non hanno pannelli solari — sarebbero inutili a quelle distanze dal Sole. L'elettricità disponibile si riduce di circa 4 watt all'anno.
La NASA ha già spento molti strumenti nel corso degli anni per conservare energia. Si stima che Voyager 1 potrà mantenere almeno un contatto radio operativo fino a circa il 2025–2030, dopo di che i segnali diventeranno troppo deboli per essere rilevati anche dall'antenna più grande della Deep Space Network. Poi continuerà a viaggiare nel silenzio, per sempre, portando il disco d'oro con sé.
Domande frequenti
Voyager 1 ha lasciato il sistema solare?
Dipende da come si definisce "sistema solare". Voyager 1 ha superato l'eliopausa nel 2012 ed è nello spazio interstellare fisico — la regione dove il vento solare non arriva più. Ma è ancora gravitazionalmente legata al Sole e si trova ancora all'interno della Nube di Oort, il confine gravitazionale del sistema solare. Ci vorranno migliaia di anni per uscire anche da quella.
Voyager 1 raggiungerà mai un'altra stella?
Non la stella più vicina. Voyager 1 si dirige verso la costellazione dell'Ofiuco, non verso Proxima Centauri (la stella più vicina, a 4,2 anni luce). Fra circa 40.000 anni passerà a circa 1,6 anni luce dalla stella AC+79 3888 nella costellazione della Giraffa — abbastanza vicino da dirsi un "passaggio ravvicinato" su scala cosmica, ma non un'orbita.
Come fa la NASA a sapere dove sono le sonde?
Tramite il Doppler dell'onda radio: la frequenza del segnale si sposta leggermente in base alla velocità della sonda (effetto Doppler). Misurando questo spostamento con enorme precisione, la NASA può calcolare la velocità e la posizione delle sonde con accuratezza straordinaria. È la stessa tecnica usata dagli autovelox, ma applicata a oggetti a miliardi di chilometri di distanza.
Sintesi finale
Le sonde Voyager sono la cosa più lontana che l'umanità abbia mai toccato. Lanciate con tecnologia degli anni '70, hanno ridisegnato la nostra mappa del sistema solare, attraversato il confine fisico dell'eliosfera ed entrato per prime nello spazio interstellare. Portano un disco d'oro con l'impronta della nostra civiltà. Continuano a viaggiare e a trasmettere, consumando meno watt di una lampadina a LED. Quando si spegneranno, proseguiranno nel silenzio per miliardi di anni — testimoni silenziosi di un momento in cui una piccola specie curiosa decise di lanciare qualcosa oltre i confini del suo mondo.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo si basa sui dati ufficiali della missione Voyager del Jet Propulsion Laboratory NASA (voyager.jpl.nasa.gov), sui rapporti scientifici pubblicati su Science (agosto 2012 e novembre 2018) sulla attraversata dell'eliopausa, e sulle comunicazioni ufficiali della NASA Deep Space Network. Per i dati in tempo reale sulla posizione delle sonde: NASA Eyes on the Solar System (eyes.nasa.gov). Il disco d'oro: Murmurs of Earth, Carl Sagan et al. (Random House, 1978).