Missioni spaziali

Missione Artemis: tornare sulla Luna e prepararsi per Marte

Artemis vuole riportare astronauti sulla Luna entro il 2027 — questa volta al Polo Sud, dove c'è ghiaccio d'acqua — e usare la Luna come palestra per arrivare su Marte.

RE Redazione Astrolabio 22 Giugno 2026 7 min di lettura
Missione Artemis: tornare sulla Luna e prepararsi per Marte
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L'ultimo essere umano a camminare sulla Luna era il 14 dicembre 1972. Da allora — più di cinquant'anni — nessuno ci è più tornato. La missione Artemis della NASA vuole cambiare tutto questo: riportare astronauti sulla Luna, questa volta per restare, e usarla come trampolino per Marte. Ma quanto è realistico? E cosa c'è di davvero nuovo rispetto all'Apollo?

Perché tornare sulla Luna adesso?

Negli anni '60 e '70 andare sulla Luna era una corsa geopolitica tra USA e URSS. Vinsero gli americani, fecero sei allunaggi, e poi — senza più una gara da vincere e con tagli al budget — il programma Apollo fu cancellato nel 1972.

Oggi le ragioni sono diverse e più durature. Prima di tutto, la Luna è un trampolino strategico: prima di lanciare astronauti verso Marte (un viaggio di 7–9 mesi solo andata), la NASA vuole imparare a sopravvivere in ambienti ostili vicini alla Terra. La Luna è a 3 giorni di viaggio — abbastanza lontana da essere un test reale, abbastanza vicina da poter gestire un'emergenza.

In secondo luogo, ci sono risorse. La Luna ha ghiaccio d'acqua nei crateri polari in perenne ombra. Quell'acqua può essere usata per bere, produrre ossigeno da respirare e idrogeno per il carburante dei razzi — riducendo drasticamente la quantità di rifornimenti da portarsi da casa.

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Il razzo SLS — Space Launch System: il più potente mai costruito dalla NASA, con una spinta di oltre 8,8 milioni di kg — più del Saturn V dell'Apollo. La capsula Orion, progettata per ospitare 4 astronauti, è costruita per resistere alle radiazioni dello spazio profondo e per sopravvivere al rientro atmosferico ad alta velocità dopo missioni lunari.

Le fasi del programma Artemis

Artemis non è una singola missione ma un programma in più fasi, costruite l'una sull'altra.

Artemis I (novembre 2022) — volo di prova non equipaggiato: la capsula Orion ha orbita la Luna per 25 giorni e si è ammaraggiata nell'Oceano Pacifico. Test riuscito.

Artemis II — primo volo con equipaggio (4 astronauti) intorno alla Luna senza allunare. Il lancio è previsto per il 2026. Sarà il primo volo umano oltre l'orbita terrestre bassa dal 1972.

Artemis III — il primo allunaggio del programma, con la prima donna e il primo astronauta non bianco sulla Luna. L'obiettivo è il Polo Sud lunare, dove si trovano i depositi di ghiaccio. Previsto per non prima del 2027.

🌕 Programma Apollo (1969–1972)
  • Obiettivo: battere i sovietici
  • 6 allunaggi, 12 astronauti sulla Luna
  • Permanenza massima: 3 giorni
  • Zona di allunaggio: equatore/fascia equatoriale
  • Nessuna stazione in orbita lunare
  • Missioni monouso, nessuna infrastruttura
🌙 Programma Artemis (2022–2030+)
  • Obiettivo: presenza duratura + preparazione per Marte
  • Prima donna e primo astronauta non bianco
  • Permanenza progressivamente più lunga
  • Zona: Polo Sud (ghiaccio d'acqua)
  • Gateway — stazione spaziale in orbita lunare
  • Lander commerciali (SpaceX Starship, Blue Origin)

Gateway: la stazione spaziale lunare

Uno degli elementi più ambiziosi di Artemis è il Gateway — una piccola stazione spaziale che orbiterà intorno alla Luna in un'orbita altamente ellittica chiamata NRHO (Near Rectilinear Halo Orbit). Non è grande come la ISS — avrà dimensioni molto più contenute — ma sarà un punto di sosta, rifornimento e ricerca in orbita lunare.

Il Gateway è un progetto internazionale: NASA, ESA, JAXA (Giappone), CSA (Canada) e altri partner contribuiscono moduli, sistemi e astronauti. L'Italia, tramite l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana), contribuisce con componenti sviluppati in parte da Thales Alenia Space di Torino.

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Il ghiaccio del Polo Sud lunare: i crateri ai poli lunari non sono mai illuminati dal Sole e mantengono temperature di −250 °C. In questa oscurità permanente, sonde come LRO e LCROSS hanno confermato la presenza di miliardi di tonnellate di ghiaccio d'acqua. Questa acqua, elettrolizzata dall'energia solare, produce idrogeno (carburante) e ossigeno (aria) — le risorse fondamentali per una base permanente.

Marte: la destinazione finale

Artemis non è il traguardo — è la palestra. L'obiettivo a lungo termine della NASA e dei suoi partner è mandare esseri umani su Marte entro il decennio 2030–2040. Il problema principale non è tecnico: è biologico.

Un viaggio verso Marte dura 7–9 mesi solo andata (quando Marte è nella posizione giusta, ogni 26 mesi). Durante il viaggio, gli astronauti sono esposti a radiazioni cosmiche senza la protezione del campo magnetico terrestre — un fattore di

Le lezioni di Artemis — come vivere sulla Luna per mesi, come estrarre risorse locali, come gestire i rischi medici in ambienti ostili — sono esattamente quello che serve per affrontare il viaggio verso il Pianeta Rosso. Per saperne di più sulla missione verso Marte, leggi il nostro articolo su Artemis oppure sul cibo degli astronauti sulla ISS, dove si sperimentano tecnologie simili.

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Tempistiche realistiche (aggiornamento 2026): Artemis II — lancio previsto fine 2026. Artemis III (primo allunaggio) — 2027 o 2028. Gateway — costruzione progressiva dal 2027. Prima missione umana su Marte — ottimistica: 2035, realistica: 2040. Le date NASA hanno spesso subito ritardi, e quelle di SpaceX ancora di più: questi numeri sono stime.
📖 Parole chiave — glossario
SLS (Space Launch System): il super-razzo NASA progettato per le missioni Artemis. Alto 98 metri, è il razzo più potente mai costruito dall'agenzia spaziale americana, progettato per mandare astronauti oltre l'orbita terrestre bassa.
Orion: la capsula astronautica NASA che trasporta l'equipaggio durante le missioni Artemis. Progettata per resistere alle radiazioni dello spazio profondo e per effettuare rientri atmosferici ad alta velocità (circa 11 km/s) dopo missioni lunari.
Gateway: stazione spaziale lunare in costruzione per il programma Artemis. Orbiterà intorno alla Luna in un'orbita altamente ellittica e fungerà da punto di sosta, laboratorio e base di partenza per le missioni sulla superficie lunare.
ISRU (In-Situ Resource Utilization): l'uso delle risorse disponibili localmente (come ghiaccio d'acqua lunare o CO₂ marziana) per produrre carburante, ossigeno e acqua in loco, riducendo la necessità di trasportarle dalla Terra. È una tecnologia chiave per le missioni di lunga durata.
Radiazioni cosmiche: particelle ad alta energia (principalmente protoni e nuclei atomici) provenienti dal Sole e dallo spazio profondo. Fuori dalla protezione del campo magnetico terrestre, rappresentano uno dei principali rischi per la salute degli astronauti durante i viaggi interplanetari.
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Perché il programma Artemis vuole allunare al Polo Sud lunare invece che all'equatore come Apollo?

Domande frequenti

Perché non siamo tornati sulla Luna per 50 anni?

Principalmente per ragioni politiche e di budget. Dopo i 6 allunaggi Apollo, il Congresso americano tagliò progressivamente i fondi alla NASA. Senza la competizione con l'URSS — collassata nel 1991 — non c'era urgenza politica di sostenere il costo enorme di missioni lunari abitate. Ci sono stati programmi proposti negli anni '80, '90 e 2000 (Constellation, Moon to Mars) poi cancellati o ridimensionati. Artemis ha più continuità grazie a un mix di investimento pubblico e privato (SpaceX, Blue Origin) mai visto prima.

SpaceX è coinvolta nel programma Artemis?

Sì, con un ruolo chiave: la NASA ha selezionato il Starship di SpaceX come lander lunare per Artemis III e le missioni successive. Starship è il razzo più grande mai costruito — più alto del SLS stesso — e deve ancora dimostrare di poter fare rifornimento in orbita (un passaggio tecnico complesso mai realizzato prima in queste dimensioni). Blue Origin ha vinto un secondo contratto per un lander alternativo. La competizione tra fornitori privati è parte integrante della strategia NASA.

Marte è davvero raggiungibile per esseri umani?

Tecnicamente sì — le sfide principali non sono di propulsione ma biologiche: protezione dalle radiazioni, atrofia muscolare e ossea in microgravità per mesi, salute mentale in isolamento, e la logistica dei rifornimenti. Le missioni Artemis servono proprio a testare soluzioni a questi problemi in un ambiente controllato. La stima più ottimistica è una missione umana su Marte entro il 2035, ma la data realistica considerando i ritardi storici del settore è più probabilmente intorno al 2040.

Sintesi finale

Artemis non è un remake di Apollo: è un programma di presenza permanente con obiettivi molto più ambiziosi. La Luna non è più il traguardo — è la palestra. Ghiaccio d'acqua ai poli, una stazione spaziale in orbita lunare, tecnologie di sopravvivenza in ambienti ostili: tutto si prepara per il passo successivo, Marte. Se le tempistiche reggeranno — e la storia insegna cautela — potremmo assistere al primo passo umano sul Pianeta Rosso entro il 2040. Chi legge questo articolo oggi potrebbe avere l'età giusta per vederlo.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo si basa sui report ufficiali del programma Artemis della NASA (nasa.gov/artemis), sui documenti tecnici SLS e Orion, e sui comunicati ESA sul contributo europeo al Gateway (esa.int/Gateway). Per i dati sul ghiaccio lunare: risultati della missione LCROSS (2009) e del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). Per le date e aggiornamenti di missione: NASA Exploration Systems Development (nasa.gov/exploration). Per il coinvolgimento italiano: Agenzia Spaziale Italiana (asi.it).

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Redazione Astrolabio

La redazione di Astrolabio è composta da astronomi, educatori e appassionati di spazio che verificano ogni fatto con fonti scientifiche affidabili.

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